
“Ogni mattina un uomo su Linkedin si sveglia e trova una sfilata infinita di post sulle intelligenze artificiali.
Post spesso creati dalle intelligenze artificiali.
Per parlare di intelligenze artificiali.
Pieni di caratteri unicode, formattazioni e maiuscole messe a caxxo di cane come solo ChatGPT sa fare.
Ogni mattina un uomo su Linkedin si sveglia e trova nuovi guru che si scontrano con gente disperata e preoccupata: c’è chi vede l’IA come il futuro, chi la sfrutta per fare hype e chi ne ha una paura folle.
Non importa che tu sia un guru o no, l’importante è che scrivi qualcosa.”
Ma oggi voglio parlare soprattutto di quelli che sono terrorizzati dall’avvento delle IA:
“Le IA ci ruberanno il lavoro!”
“Le IA sostituiranno i professionisti!”
Ok, se pensi davvero che un software da 20€ al mese possa fare meglio di te… allora forse il problema non è l’IA, ma il tuo lavoro.Le IA non sono schiavi virtuali né un pericolo da temere: sono strumenti. Chi le usa per rendere efficiente il proprio lavoro cresce. Chi spera che facciano tutto al posto suo? Merita di chiudere bottega.
L’IA è il nuovo trend, ma il problema è sempre lo stesso
Ogni epoca ha avuto il suo “mostro tecnologico”.
A fine ‘800, gli operai luddisti distruggevano i telai industriali perché temevano di perdere il lavoro.
Negli anni ‘80, c’era chi diceva che i computer avrebbero azzerato l’occupazione.
Poi è stato il turno di internet.
E oggi? Oggi è il panico per l’intelligenza artificiale.
La storia è sempre la stessa: c’è chi la esalta come il futuro dell’umanità, chi la demonizza e chi ci costruisce sopra il business del momento. Gli esperti spuntano come funghi, i webinar gratuiti si moltiplicano, LinkedIn è un’orgia di post su qualunque IA di nicchia sviluppata in uno scantinato in qualche angolo remoto del mondo, ma che nonostante questo, cambierà il mondo.
Ma la verità è un’altra: il problema non è mai stato la tecnologia. Il problema è sempre stato il valore che dai al tuo lavoro.
Se il tuo unico compito è copiare-incollare testi da una parte all’altra, o se scrivi contenuti piatti e senza anima, allora sì, l’IA può sostituirti. E in quel caso te lo meriti! Ma non dare la colpa alla macchina:guardati allo specchio e renditi conto che non stavi offrendo niente di speciale già da prima.
Le innovazioni non cancellano i professionisti. Cancellano quelli che non hanno molto da offrire.
Amazon: se le persone non comprano da te, un motivo c’è
Sei un commerciante e ti lamenti che Amazon ti sta rubando i clienti? Allora dimmi una cosa: perché mai una persona dovrebbe venire nel tuo negozio invece di ordinare online con un clic? Quale è il tuo valore aggiunto, la tua Unique Value Proposition (per far contenti quelli a cui piacciono gli inglesismi).
“Eh ma Amazon ha prezzi più bassi! e consegnano in un giorno”
Perfetto. E tu cosa hai da offrire?
Amazon non ha ucciso i negozi fisici. Ha ucciso i negozi senza valore aggiunto.
Perché ci sono realtà che, nonostante Amazon, funzionano benissimo? Perché non si limitano a vendere, ma offrono qualcosa che viene percepito come valore dal cliente:
- Esperienze personalizzate – Un venditore competente che ti consiglia il prodotto giusto per le tue esigenze.
- Relazione umana – Il contatto diretto, il volto familiare, la fiducia.
- Servizio immediato – Ti serve qualcosa subito? Nel negozio lo trovi senza aspettare la spedizione.
- Community e fidelizzazione – Un ambiente in cui clienti si sentono parte di qualcosa, non solo numeri su una dashboard.
- Post-vendita e assistenza – Hai un problema con il prodotto? Torni e parli con una persona, non con un chatbot.
- Se un negozio non offre nulla di tutto questo, Amazon lo schiaccia. Ma la colpa non è di Amazon. È di chi pensava di poter competere senza dare un motivo valido ai clienti per tornare.
Ora sostituisci “Amazon” con “Intelligenza Artificiale”. Il concetto è esattamente lo stesso.
IA: strumento o sostituto? Se pensi di poter essere sostituito, allora il problema sei tu
Facciamola semplice: le IA non sono sostituti, sono strumenti. Esattamente come i computer, come tutti i software del mondo o qualsiasi altra tecnologia introdotta negli ultimi decenni.
Se utilizzi questi strumenti per lavorare meglio, eliminando attività ripetitive e guadagnando tempo per concentrarti su attività a valore aggiunto, allora sei un professionista che ha capito il gioco.
Se invece le usi per far fare tutto a loro, limitandoti a copiare-incollare i risultati senza nemmeno verificarli, allora stai dicendo al mondo che il tuo lavoro vale meno di 20 euro al mese.
Se un software può scrivere per te, creare immagini per te, montare video per te, prendere decisioni per te… allora tu a cosa servi? Se il tuo unico contributo è schiacciare un tasto e accettare quello che l’IA ti sputa fuori, non sei un professionista, sei un intermediario inutile.
La differenza tra un professionista e un incapace? Il primo usa l’IA per migliorare il suo lavoro, il secondo per nascondere il fatto che non sa fare niente di valore.
Il valore sta nella conoscenza, non negli strumenti
Metti un’intelligenza artificiale nelle mani di uno che non sa nulla del suo mestiere, e avrai risultati mediocri.
Metti la stessa IA nelle mani di un esperto, e avrai del valore.
La tecnologia amplifica ciò che già esiste: non crea competenza, non sostituisce la visione strategica, non prende decisioni per te.
Le IA sono inutili se non hai metodo, esperienza e una vera capacità di analisi.
Un buon professionista le usa per:
- Eliminare le attività ripetitive e liberare tempo per il lavoro creativo e strategico.
- Aumentare la produttività, senza perdere il controllo sul risultato finale.
- Raccogliere dati, ma interpretandoli con un occhio critico, senza fidarsi ciecamente di quello che la macchina sputa fuori.
- Ottimizzare i processi, senza sacrificare la qualità.
Efficienti si, pigri no!!!!
Scusate i tanti punti interrogativi ma ci volevano.
Le intelligenze artificiali sono seducenti. Ti fanno credere che puoi fare tutto in una frazione del tempo, senza sforzo.
E qui arriva il problema: la pigrizia travestita da efficienza.
È facile cedere alla tentazione di lasciar fare tutto alla macchina, ma è un errore madornale. A parte il fatto che la differenza si vede, ma poi… quanto può durare? Per quanto tempo potrete spacciare un output generato da una IA in 5 minuti per un lavoro di concetto che richiede capacità specifiche e impegno? Ma chi volete prendere in giro? In questo modo prendete in giro solamente voi stessi.
Essere efficienti significa usare l’IA per risparmiare il tempo su attività ripetitive e a scarso valore aggiunto per REINVESTIRE quel tempo in attività ad alto valore aggiunto come le analisi, il pensiero critico, la creatività.
Essere pigri significa scrivere un prompt, premere invio e copia incollare tutto in un documento per il cliente. .
Sia ben chiaro: per me non c’è problema. Ma se tra un anno questo giochino non funziona più, poi non lamentatevi






